Società Svizzera per l'Energia Solare
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Il Consiglio federale precisa i termini di applicazione della rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica
Berna, 17.08.2011 - Il Consiglio federale ha approvato una revisione parziale dell'ordinanza sull'energia che contiene precisazioni e disposizioni complementari per l'applicazione pratica della rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC). Inoltre vengono inasprite le regole per l'etichettatura dell'elettricità, per garantire ai consumatori maggiore trasparenza sulla provenienza dell'energia elettrica da loro utilizzata. Le modifiche entrano in vigore il 1° ottobre 2011.

Dall'inizio del 2009 la Svizzera promuove la produzione di energia elettrica a partire da fonti rinnovabili mediante la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC), finanziata con un supplemento per chilowattora di consumo versato da tutti gli utenti. Nel giugno 2010, con la modifica della legge sull'energia, il Parlamento ha autorizzato il Consiglio federale ad aumentare dal 2013 il supplemento fino a un massimo di 0,9 centesimi per chilowattora, a seconda delle necessità. Inoltre, a partire dal 2012, sarà riscosso un nuovo supplemento di 0,1 ct./kWh per finanziare le misure di protezione delle acque (come previsto dalla revisione della legge sulla protezione delle acque del dicembre 2009). La presente revisione dell'ordinanza sull'energia attua le citate modifiche della legge sull'energia e di quella sulla protezione delle acque, e contiene le precisazioni e le disposizioni complementari per l'applicazione della RIC, che si è ritenuto necessario adottare dopo due anni di esperienza pratica.

• Il supplemento per il finanziamento della RIC, e ora anche di determinate misure di protezione delle acque, viene stabilito dal Consiglio federale in base alle necessità. Attualmente, conformemente all'articolo 15b capoverso 1 della legge sull'energia, il Consiglio federale ha fissato il supplemento a complessivi 0,45 centesimi al chilowattora.

• Ora, i tassi di rimunerazione per l'energia elettrica prodotta possono essere adeguati non solo annualmente ma, se necessario, anche nel corso dell'anno. Si tiene così conto dell'evoluzione dinamica dei prezzi per le singole tecnologie, in particolare per quella fotovoltaica.

• L'ordinanza sull'energia appena sottoposta a revisione disciplina ora in modo chiaro come trattare gli impianti rinnovati o ampliati. Per tali impianti, il tasso di rimunerazione viene adeguato alla nuova produzione complessiva facendo riferimento alla nuova classe di potenza. Un'eccezione è costituita dal fotovoltaico: in questo caso il nuovo tasso di rimunerazione viene calcolato tenendo conto proporzionalmente dei tassi di rimunerazione relativi alla potenza originaria e a quella nuova dell'impianto. Il periodo di rimunerazione corrisponde in ogni caso a quello dell'impianto originario. In caso di ampliamenti di notevole entità, il titolare dell'impianto può anche notificare ex novo l'intero impianto; in tal modo il periodo di rimunerazione ricomincia da zero, ma viene applicato il nuovo tasso di rimunerazione, che di regola è più basso.

• Il nuovo testo dell'ordinanza sull'energia stabilisce la possibilità di infliggere una sanzione in caso di mancato rispetto dei requisiti minimi (riduzione temporanea della rimunerazione al prezzo di mercato e esclusione dal sistema della RIC).

• Per valutare l'idoneità dei siti degli impianti, l'Ufficio federale dell'energia (UFE), in collaborazione con gli Uffici federali dell'ambiente (UFAM) e dello sviluppo territoriale (ARE) e consultando i Cantoni, elabora raccomandazioni, in particolare per le piccole centrali idroelettriche e per l'energia eolica.

• Per la pubblicazione di dati statistici sulla RIC, l'Ufficio federale dell'energia può ora fare riferimento a una disposizione specifica contenuta nell'ordinanza sull'energia. Per informazioni in merito a singoli impianti continuano a valere le disposizioni sulla protezione dei dati.

Inoltre, la revisione dell'ordinanza sull'energia comprende modifiche e disposizioni complementari per quanto riguarda l'effettuazione delle gare pubbliche, anch'esse finanziate attraverso il supplemento per la RIC, e disposizioni esecutive per i contributi globali della Confederazione ai Cantoni per l'informazione e la consulenza, nonché per la formazione e il perfezionamento professionale. Non costituiscono oggetto della presente revisione i tassi di rimunerazione RIC per le singole tecnologie di produzione e i diversi tipi di impianti. Su di essi è attualmente in corso una verifica dal parte dell'Ufficio federale dell'energia. Eventuali adeguamenti saranno messi in consultazione verso la fine del 2011.


Garanzie di origine e etichettatura dell'elettricità

In media il 20%, e in alcuni casi oltre il 90%, dell'elettricità prelevata alle prese di corrente delle case svizzere proviene da "Vettori energetici non omologabili". Già oggi i fornitori di energia elettrica devono motivare ai loro clienti le quote che eccedono il 20%. Per aumentare ulteriormente la trasparenza in merito al mix energetico, l'ordinanza sull'energia, dopo la revisione, prescrive che i fornitori debbano utilizzare tutte le garanzie d'origine di cui dispongono. Inoltre, a partire dal 2013, tutti gli impianti di produzione (ad eccezione di quelli piccolissimi, con una potenza allacciata inferiore a 30 kVA) dovranno essere inseriti nel sistema svizzero delle garanzie di origine. In questo modo, non vi saranno lacune nell'utilizzazione delle garanzie e si eviteranno i doppi conteggi. A questo riguardo, il DATEC ha anche rivisto numerosi punti dell'ordinanza sulla prova del metodo di produzione e dell'origine dell'elettricità. Il nuovo testo di quest'ultima ordinanza entrerà in vigore insieme alla revisione dell'ordinanza sull'energia, il 1° ottobre 2011.
Quando il sole può muovere anche un treno
Cosa c'è di più pesante, nell'ambito dei mezzi di trasporto terrestri, di un convoglio ferroviario? Riuscireste a immaginare un treno che si muove spinto solo dall'energia solare? Ebbene, da ieri tale scenario è diventato realtà. Ben inteso il progetto di «treno solare» è ancora in fase sperimentale, ma il fatto che ieri in Belgio un convoglio ferroviario sia riuscito a percorrere 25 chilometri grazie all'energia prodotta da pannelli fotovoltaici sistemati sopra un tunnel ferroviario nei pressi di Anversa non va certo trascurato. I costi dell'operazione per ora sono elevati: in Belgio la società che gestisce le ferrovie nazionali (SNCB) ha speso 15 milioni di euro per coprire con 16 mila pannelli solari i 3,4 chilometri del tetto del tunnel teatro dell'esperimento. Ma, come noto, all'aumentare della domanda e grazie allo sviluppo tecnologico i prezzi dei pannelli fotovoltaici sono destinati a scendere. Inoltre, secondo i calcoli della SNCB, 50 mila metri quadrati di pannelli annualmente sono in grado di produrre una quantità d'energia tale da riuscire a far correre per 500 ore un TGV lanciato a 300 km/h; ossia 150.000 chilometri. Dallo scorso anno, stando a quanto riferisce il quotidiano parigino «Le Figaro», anche le ferrovie nazionali francesi (SNCF) stanno sperimentando un treno espresso regionale equipaggiato di pannelli solari. L'energia prodotta però serve solo ad alimentare l'illuminazione dei treni e i climatizzatori. L'esperimento condotto ieri in Belgio apre dunque nuove prospettive. I pannelli fotovoltaici che coprono il tunnel di 3,4 chilometri, oltre a muovere un treno permettono anche di alimentare le infrastrutture ferroviarie e di illuminare la stazione di Anversa. Ebbene, dopo le incredibili prospettive aperte da «Solar Impulse», l'aereo di Bertrand Piccard che vola grazie alle celle solari, ora anche nel trasporto su terra si intravedono nuovi e promettenti orizzonti. Per i sostenitori di un rapido e crescente utilizzo delle energie rinnovabili ecco nuove carte da giocare contro chi torce il naso al solo sentir parlare di sviluppo sostenibile. È chiaro che il «treno solare» di Anversa non basterà certo a risolvere tutti i problemi di approvvigionamento energetico con cui la nostra società energivora è oggi confrontata, ma ci conferma che con importanti investimenti è possibile realizzare progetti che fino a pochi anni fa apparivano fantascientifici. Il problema è che nel settore energetico gli interessi in gioco sono enormi e ognuno cerca di tirare l'acqua al suo mulino, anche se si tratta di «mulini» inquinanti.

Osvaldo Migotto - Corriere del Ticino, 7.6.2011
Oggi chiunque può permettersi l’acqua sanitaria riscaldata dal sole
Grazie alle agevolazioni fiscali, ai contributi di promozione e alle spese di riscaldamento inferiori, un impianto solare si ammortizza spesso da sé. E il sole non manda bollette.

È veramente bello farsi la doccia con l’acqua riscaldata dal sole. La doccia diventa ancora più pulita! Infatti risparmierete ogni anno assieme a tutta la famiglia più di una mezza tonnellata di CO2.

No, non dovrete fare la doccia fredda se il sole resta nascosto per giorni dietro alle nuvole. Sì, i collettori solari possono funzionare con efficienza su quasi ogni tetto esposto al sole e in tutte le regioni della Svizzera. Sono dunque chiarite le due domande più frequenti. Un impianto compatto standardizzato, che copre fino al 70 per cento del fabbisogno annuo di acqua calda sanitaria di una famiglia di quattro persone, costa tutto sommato fra i 15 000 e i 20 000 franchi. Grazie alle sovvenzioni e alle agevolazioni fiscali, di solito dovrete comunque spendere molto meno. Il resto lo finanziate con i risparmi ottenuti sulle spese di riscaldamento, e in molti casi l’investimento finisce per avere costo zero. Un’idea veramente allettante: dopo un investimento una tantum, il sole vi fornisce quasi gratis per almeno 20 anni la maggior parte dell’energia necessaria a riscaldare l’acqua sanitaria. Le spese della corrente elettrica per il funzionamento della pompa (richiedete un modello efficiente della categoria A!) e per la manutenzione sono minime. Bisogna solo controllare ogni tre anni che la protezione antigelo dell’impianto sia sufficiente. (Per leggere l'intero articolo vai al link riportaqo qui sotto.)

Per conoscere al dettaglio tutti gli Incentivi per il risanamento energetico 2011...

Per scaricare il formulario di richiesta incentivi per impianti solari termici...
Il Programma Edifici: un grande successo che comporta delle modifiche
Berna, 24.03.2011 - Il Programma Edifici promuove da oltre un anno opere e progetti di risanamento energetico degli edifici e l’impiego delle energie rinnovabili. I risultati sono molto positivi: le richieste pervenute nel 2010 superano di molto le aspettative annuali. Per evitare eventuali difficoltà di liquidità e aumentare al contempo gli effetti in termini di riduzione delle emissioni di CO2, dal 1° aprile 2011 il Programma sarà lievemente modificato.

Nel 2010 sono pervenute quasi 30'000 richieste per il risanamento dell'involucro di edifici nell'ambito del Programma Edifici, per un importo complessivo di contribuzione pari a 244 milioni di franchi. Questa somma è di molto superiore a quanto preventivato. In base ad esperienze con programmi d'incentivazione precedenti, la Confederazione e i Cantoni avevano previsto  da 12'000 a 16'000 richieste l'anno. Anche nei primi mesi dell'anno in corso non è stata osservata alcuna tendenza al ribasso del numero di richieste inoltrate. Infatti,  i proprietari continuano a mostrare grande interesse nelle misure di risanamento energetico dei propri immobili, poiché beneficiano a lungo termine di costi energetici inferiori e forniscono un importante contributo alla tutela dell'ambiente.

Il successo del programma ha però un inconveniente. L'importo delle sovvenzioni prenotate nel primo anno del Programma è nettamente superiore ai circa 133 milioni di franchi stanziati ogni anno per il risanamento dell'involucro degli edifici. In concreto: i contributi per il 2011 sono già stati impegnati nei primi mesi dell'anno.

Per garantire la liquidità per l'intero periodo di dieci anni e ottimizzare gli effetti del Programma in termini di riduzione delle emissioni di CO2, la Confederazione e i Cantoni hanno deciso di modificare lievemente il Programma a partire dal 1° aprile 2011.


Le modifiche


Concretamente, a partire dal 1° aprile il Programma è modificato come segue:
  • il contributo minimo per richiesta viene innalzato da 1'000 a 3'000 franchi;
  • il contributo per la sostituzione di finestre viene abbassato da 70 a 40 franchi.
Queste decisioni si basano sulle seguenti riflessioni:

L'innalzamento del contributo minimo aumenta l'efficienza del Programma: si riduce il numero di richieste per importi minimi e, di conseguenza, diminuiscono anche i costi di elaborazione per metro quadrato sussidiato. Se i costi amministrativi si mantengono nel complesso bassi, aumentano le risorse a disposizione per i progetti di risanamento e, quindi, per la riduzione delle emissioni di CO2.

L'abbassamento del contributo per la sostituzione di finestre rispecchia il rapido sviluppo della tecnica: le triple finestre stanno diventando sempre più lo standard utilizzato, con la conseguente riduzione della differenza di costo rispetto alle doppie finestre. La somma finora stanziata di 70 franchi al metro quadrato può addirittura superare la differenza di prezzo tra finestre doppie e triple. Pertanto, un contributo superiore a 40 franchi/metro quadro per la sostituzione di finestre non è più giustificato. Grazie all'aliquota contributiva più bassa, è possibile realizzare la stessa riduzione di CO2 con un investimento inferiore.


Assicurare l'efficacia e una lunga durata del Programma


Le misure adottate possono in parte nuocere alla diffusione su larga scala del Programma. Le esigenze dei "piccoli" richiedenti sono tuttavia in conflitto con l'obiettivo centrale del Programma Edifici che può essere così riassunto: l'impiego efficiente dei contributi per la riduzione delle emissioni di CO2. La Confederazione e i Cantoni hanno soppesato con cura queste finalità in apparente contrasto e hanno  optato per un adeguamento leggero che producesse il maggiore effetto possibile. Il carattere del Programma Edifici non muta: è a misura di utente, efficiente e ha un forte impatto positivo sul clima. Il Programma rimane attraente anche per i proprietari di abitazioni unifamiliari: il nuovo contributo minimo fissato a  3'000 franchi corrisponde ad esempio al costo dell'isolamento esterno di una facciata e/o tetto di 75 metri quadrati.


Cos'è il Programma Edifici?

Il Programma Edifici è stato deliberato dal Parlamento allo scopo di fornire un contributo sostanziale alla tutela dell'ambiente. Si articola in due parti poiché è finanziato da un lato con i proventi della tassa sul CO2 e dall'altro con contributi a carico dei Cantoni:
  1. Una parte è gestita in modo uniforme sull'intero territorio nazionale e prevede lo stanziamento di contributi federali alle misure di risanamento degli involucri degli edifici. Per questa parte, la Confederazione mette a disposizione annualmente 133 milioni di franchi derivanti dai proventi della tassa sul CO2 applicata ai combustibili.
  2. La seconda parte è costituita da diversi programmi cantonali supplementari volti a promuovere le energie rinnovabili, il recupero del calore residuo e l'ottimizzazione della domotica. Per questi programmi la Confederazione mette a disposizione 67 milioni di franchi derivanti dai proventi della tassa sul CO2, che vengono integrati dai Cantoni con una cifra pari almeno allo stesso importo. A questo scopo i Cantoni hanno stanziato nei loro budget da 80 a 100 milioni di franchi l'anno.
Per un periodo di dieci anni potranno così essere utilizzati complessivamente da 280 a 300 milioni di franchi l'anno per investimenti nell'efficienza energetica e nelle energie rinnovabili. (La statistica annuale attuale riguarda solo la parte relativa al risanamento dell'involucro degli edifici. Il primo rapporto annuale completo su entrambe le parti del Programma Edifici è previsto per il mese di agosto 2011). Il Programma Edifici è sostenuto sia dai Cantoni che dalla Confederazione. Il programma è stato sviluppato dai Cantoni, rappresentati dalla Conferenza dei direttori cantonali dell'energia (CDE), in collaborazione con l'Ufficio federale dell'energia (UFE) e l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM). I Cantoni sono anche i principali responsabili per quanto riguarda la sua attuazione.

Per saperne di più: www.ilprogrammaedifici.ch


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